Anno XIX - Numero 134 - Chiuso in redazione: Giovedi 19 Luglio 2018 alle ore 16:00 archivio storico

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Intervista al Cons. Tesoriere Galletti: il più votato alle elezioni romane per il Congresso indica la sua linea sui temi più scottanti

Intervista al Cons. Tesoriere Galletti: il più votato alle elezioni romane per il Congresso indica la sua linea sui temi più scottanti
Alle elezioni romane dei delegati per il XXXIV Congresso Nazionale Forense, che si terrà a Catania il 4- 5 - 6 ottobre 2018, sono stati eletti 37 su 38 candidati della Lista Galletti ed il Consigliere è risultato il più votato in assoluto, con 2483 voti. Galletti è iscritto al Foro di Roma dal 1997, Cassazionista dal 2009, si occupa prevalentemente di diritto amministrativo e civile. Dal 2012 è Consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Roma e dal dicembre 2013 Consigliere Tesoriere. È stato riconfermato nelle recenti elezioni del settembre 2017 e in entrambe le votazioni ha raccolto un consenso plebiscitario con oltre 4 mila preferenze. Dal novembre 2016 è componente dell' Organismo Congressuale Forense – OCF (costituito all'esito dell'ultimo Congresso Nazionale Forense di Rimini) ed ha fatto parte dell'assemblea OUA nel biennio 2010-2011. Si è impegnato in importanti battaglie giudiziarie a tutela della categoria, come ricorda in questa intervista, in cui ci espone anche il suo pensiero sui temi più emergenti per l' Avvocatura (compensi, edilizia giudiziaria, astensionismo, disciplina, avvocato specialista, avvocato cassazionista), con la disponibilità, la professionalità e lo stile che da sempre lo contraddistinguono.

Domanda -  I temi all'ordine del giorno del Congresso di Catania non sembrerebbero di effettivo interesse per l' Avvocatura, in particolare quello sulla natura giuridica degli Ordini, già qualificati come enti pubblici non economici. Sarebbe possibile per i delegati presentare mozioni di diverso contenuto? Qual è il vostro programma?

Risposta - Ritengo sia auspicabile "aprire" il Congresso anche a questioni ulteriori e, in particolare, a quelle di attualità come, per esempio, il regolamento sul titolo di avvocato specialista per il quale il Ministero ha appena licenziato le bozze integrative del precedente regolamento già annullato dai giudici amministrativi e la delicata questione dell' edilizia giudiziaria che non riguarda soltanto i noti fatti di Bari, ma deve essere affrontata complessivamente con riferimento a tutti i Distretti ed a tutte le giurisdizioni; infatti, a Roma l'avvocatura è preoccupata per il ventilato spostamento della sede del TAR in un posto disagevole ed ultra trafficato ed è impensabile che scelte che incidono in modo così penetrante nella vita quotidiana dei cittadini e degli avvocati siano assunte senza consentire una preventiva partecipazione dell'avvocatura nei processi decisionali.

D - L' OCF non ha costituito un gruppo di lavoro in materia di previdenza forense ed anche al Congresso di Catania la previdenza forense non è all'ordine del giorno. Secondo te il Congresso ed OCF dovrebbero occuparsene?

R - Le questioni relative a Cassa forense sono molto sentite dagli iscritti, ma ogni avvocato già può influire in modo determinante sul funzionamento della Cassa mediante la partecipazione attiva alla scelta del comitato dei delegati. Mi duole verificare che sul punto in molti si lamentano inutilmente sui c.d. social ed in pochi vanno a votare, esprimendo così nella sede opportuna il loro disagio. Ad ogni buon conto, ritengo che nessuna tematica debba essere esclusa dalla discussione nel Congresso che, non a caso, è definito dal legislatore quale massima assise democratica dell'avvocatura.

D - L' astensionismo che si registra nelle elezioni forensi, soprattutto romane, come lo interpreti? Chi sono i responsabili di questo scollamento, i rappresentanti o gli elettori?

R -L'astensionismo è una dato diffuso nella nostra società, basti pensare anche alle votazioni politiche o amministrative. Tra gli avvocati la disaffezione alle urne è dovuta anche ad un sistema elettorale complicato e farraginoso, oltre che alla sfiducia di molti nel sistema ordinistico, talvolta anche dovuta ad una errata comunicazione da parte dei vertici delle nostre istituzioni poco impegnati nel curare le comunicazioni agli iscritti.

D - Il Presidente di CF Nunzio Luciano ha dichiarato, al Congresso Giuridico di Venezia, che gli Ordini sono responsabili dell'aumento degli iscritti "che poi votavano per i Presidenti e i Consiglieri degli Ordini". Condividi questa analisi critica?

R - Non mi sembra una affermazione suffragata da elementi oggettivi. A Roma, per esempio, siamo oltre 25 mila e si viene eletti al Consiglio con oltre 3 mila preferenze; non è certo favorendo l'iscrizione di qualche iscritto che è possibile incidere su dinamiche elettorali così complesse. Le ragioni dell'aumento degli iscritti devono essere ricercate addirittura nella fase universitaria e nella assenza di pubblici concorsi per laureati in giurisprudenza che, dunque, hanno uno "sbocco" quasi obbligato nella professione.

D -  Crisi reddituale dell' Avvocatura: è sufficiente parlare di equo compenso oppure occorre reintrodurre le tariffe minime obbligatorie ? E sono sufficienti le recenti modifiche al DM 55/2014 per intervenire sulle liquidazioni irrisorie da parte dei Giudici ? Infine, come risolveresti il problema dei ritardi nei pagamenti da parte dello Stato e degli enti pubblici?

R - L'equo compenso è stata una conquista utile per l'avvocatura tant'è che gli altri professionisti hanno lottato per beneficiare anche loro della disciplina. È essenziale la considerazione che, per la prima volta dopo decenni, il legislatore si è occupato di tutelare non già il consumatore contro l'avvocato, ma quest'ultimo contro i grandi committenti privati e pubblici che negli ultimi anni hanno imposto regole e condizioni di ingaggio talvolta indecorose. Il nuovo regolamento sui parametri è certamente migliorativo dei precedenti, ma si dovrà lavorare anche per ottenere maggiore considerazione attraverso l'aumento dei parametri. Anche il tema dei ritardati pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni è delicato e merita approfondimenti, ma riguarda purtroppo non la sola avvocatura, ma tutti i destinatari di pagamenti pubblici e, dunque, necessita di una efficace interlocuzione dell'avvocatura e delle categorie interessate con la politica, nell'ottica di un approccio pragmatico volto a risolvere criticità oramai storiche.

D - I requisiti di permanenza all'Albo sembrerebbero corrispondere più a criteri reddituali che deontologici. Quali confermeresti e quali introdurresti, in base alla tua idea di dignità e decoro della professione?

R - Occorre insegnare ai nostri giovani soprattutto la deontologia e l'ordinamento forense come base per l'esercizio professionale in ogni materia; i requisiti di permanenza devono essere ripensati di concerto con l'avvocatura associata e istituzionale, con spirito inclusivo e non per espellere dal sistema i giovani in difficoltà ed i colleghi più fragili. I migliori devono poter restare iscritti a prescindere dai redditi.

D - Ravviseresti profili di incostituzionalità nelle recenti disposizioni che limitano l'accesso al titolo di Cassazionista?

R - Sul punto temo che la riforma abbia cagionato più danni rispetto ai pretesi benefici; era forse giusto intervenire sull'automatismo, ma occorreva un sistema organizzativo più diffuso sul territorio con maggiore coinvolgimento di Ordini e associazioni.

D -Puoi ricordarci le tue battaglie processuali in difesa dell' Avvocatura ed in particolare quella contro il titolo di "avvocato specialista", attualmente riproposto?

R -Da anni sono impegnato nelle battaglie per migliorare le condizioni della nostra famiglia forense e, in particolare, in quelle per l'ampliamento dell'orario di apertura delle cancellerie degli uffici giudiziari, per la necessaria partecipazione dell'avvocato nei procedimenti di mediazione e contro l'illegittima regolamentazione del titolo di Avvocato Specialista (prima da parte del Cnf nel settembre 2010 e poi da parte del Ministero nel luglio 2015); oggi l'attuale schema ministeriale sul titolo di avvocato specialista mi pare addirittura peggiorativo rispetto alla versione già oggetto di annullamento da parte dei giudici amministrativi: affianco ai "settori di specializzazione" sono stati coniati "gli indirizzi" per i settori del diritto civile, penale ed amministrativo invero non previsti dal legislatore, restano irrazionali e caotici i criteri utilizzati per la scelta dei vari settori ed indirizzi, rimane il colloquio orale anche per comprovare l'esperienza non previsto da legislatore, è stata introdotta una disposizione transitoria che fa salvi i corsi abusivi di specializzazione venduti (sopratutto ai giovani) negli ultimi cinque anni allorquando il titolo non era ancora disciplinato.

D - Quest'anno dovrete eleggere i Consiglieri del CNF. Approvi alcune decisioni molto criticate, come "il Dubbio", gli aumenti delle indennità e la recente interpretazione estensiva delle condotte deontologicamente sanzionabili?

R - Non sono candidato per l'elezione a Consigliere nazionale, ma certamente sono contrario rispetto a scelte editoriali rischiose, all'introduzione dell'indennità ed a interpretazioni deontologiche estensive che ridondano in danno della certezza delle condotte lecite e legittime da assumere.

D-  Quali risultati hai raggiunto da Tesoriere del COA di Roma e quali ti aspetti per il tuo futuro?

R - Come Consigliere Tesoriere nel corso degli ultimi anni credo di avere conseguito vari benefici per l'avvocatura romana in termini di pubblicità e trasparenza mediante ampia pubblicazione sul sito istituzionale di ogni notizia utile e rilevante, riuscendo ad ottenere l'approvazione del bilancio preventivo nei termini, senza ricorrere ad esercizi provvisori e promuovendo una semplificazione dei procedimenti interni che oggi hanno una durata accettabile; per esempio, in tema di concessione di benefici ai colleghi più fragili oggi riusciamo ad accontentare tutti i richiedenti ed a fare fronte alle urgenze con procedimenti che durano meno di una settimana! Per il futuro mi auguro che i colleghi romani vorranno concedere alla comunità di amici e colleghi, con i quali sono impegnato da anni nella politica forense, l'onore ed il privilegio di formare la futura governance della nostra famiglia forense, per concorrere tutti insieme a migliorare la politica forense romana e nazionale nel solco della valorizzazione del ruolo sociale e costituzionale dell'avvocatura, quale garante dei diritti e degli interessi dei cittadini.


Data: Lunedi 02 Luglio 2018


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