Anno XIII - Numero 180 - Chiuso in redazione: Lunedi 16 Ottobre 2017 alle ore 16:00 archivio storico

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Industria 4.0, un patto per coniugare innovazione, sviluppo e valori

Industria 4.0, un patto per coniugare innovazione, sviluppo e valori
La tecnologia ruba posti di lavoro o, al contrario, con nuovi bisogni nasceranno nuove occupazioni?  Società, mondo dell’impresa e dell’industria si trovano davanti a nuove sfide del nostro tempo. Quali i rischi e quali le opportunità di una rivoluzione 4.0? Una trasformazione che inevitabilmente porta con sé delle conseguenze, ma non per forza negative. A patto che il cambiamento venga supportato da una adeguata formazione e riqualificazione delle risorse umane. Come a dire che il livello tecnologico va elevato insieme al livello sociale ed etico. Questi i temi di un incontro sabato a Villa Zito, sede di Fondazione Sicilia, promosso dall’Ucid Gruppo Sicilia, l’Unione degli imprenditori e dirigenti cristiani, che quest’anno ha festeggiato a livello nazionale 70 anni dalla nascita. In Italia conta 1500 iscritti, dei quali un centinaio in Sicilia. Un confronto tra imprenditori, esperti e studiosi del mondo accademico, propedeutico alla formulazione di un patto etico per coniugare innovazione, sviluppo e valori. A favore di un progresso che non deve mai perdere di vista il lavoro degno. ”Di un’economia del nuovo umanesimo” ha parlato Patrizia Di Dio, imprenditrice e Presidente di Confcommercio Palermo. “Internet, big data, strumenti analitici, diffusione delle connessioni e degli strumenti portatili, impongono una accelerazione che ricade sulle aziende con impatti sempre più marcati, sollecitandole da un lato all’innovazione e dall’altro invitandole a ripensare l’organizzazione per adeguarla alle necessità o addirittura ridisegnarla”. “Non è la tecnologia che porta via il lavoro, ma la mancanza di innovazione tecnologica” – ha sottolineato Salvatore La Rosa, già ordinario di Controllo e gestione della qualità all’Università di Palermo. Tutti concordi sulla necessità di coniugare successo dell’azienda e responsabilità sociale “per scongiurare quella cultura dello scarto di cui anche Papa Francesco ha parlato” – come ha detto don Sergio Siracusano, direttore regionale della Pastorale del lavoro. “Non basta promuovere l'acquisto di apparecchiature e sistemi digitali e relativi software per raggiungere obiettivi di competitività e sostenibilità – dice Riccardo Ghidella, Presidente nazionale Ucid -.  Tali obiettivi sono alla fine per l'uomo e la comunità e quindi va verificato prima se tali acquisti consentono davvero il miglioramento della condizione della persona e delle perfomance economico-sociali. Industria 4.0 è una sfida che può essere vinta se porta il nostro Paese ad incrementare il suo livello sociale, non solo tecnologico. È necessario quindi un patto fra parti sociali per condividere gli obiettivi di una rivoluzione per la persona. Ucid è a disposizione delle istituzioni e dei territori come attore di questo tavolo per il bene comune e la sostenibilità sociale”. “La rivoluzione è iniziata da tempo e ci siamo nel mezzo – ha detto Corrado Vergara, ordinario di Economia aziendale all’Università degli Studi di Palermo -. La trasformazione è normale che avvenga, è insita nel processo di crescita ed evoluzione del mondo. Dobbiamo lavorare prima di tutto sulla crisi della speranza”.   “La rivoluzione tecnologica è una scossa per le industrie e le imprese che porta con sé potenzialità da poter sfruttare – ha sottolineato Massimo Maniscalco, presidente di Ucid Gruppo Sicilia -. Ma Il fare se non sorretto da valori non porta alcunché di positivo. Riteniamo indispensabile una Grande Rivoluzione Etica 4.0 da affiancare in modo strutturale ad Industria 4.0”.

 


Data: Lunedi 16 Ottobre 2017


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