Anno XIII - Numero 59 - Chiuso in redazione: Venerdi 24 Marzo 2017 alle ore 16:00 archivio storico

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Casse di Previdenza
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I Ministeri vigilanti (Lavoro ed Economia) approvano la riforma previdenziale Enpap

I Ministeri vigilanti (Lavoro ed Economia) approvano la riforma previdenziale Enpap
Il Consiglio di Amministrazione Enpap (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi) ha deliberato, per la prima volta nella storia della Cassa, un rendimento dei montanti contributivi degli iscritti superiore a quello indicato annualmente dall’ISTAT per gli Enti di Previdenza. Il rendimento passa infatti dallo 0,5058% stabilito dall’ISTAT per il 2015, al 2,9708% stabilito dall’ENPAP sulla base degli effettivi rendimenti ottenuti attraverso gli investimenti.

Il presidente ENPAP, Felice Damiano Torricelli, afferma: “il nostro Ente è uno dei primi ad ottenere l’approvazione ministeriale per attribuire effettivamente più denaro sui conti degli iscritti. Un deciso passo avanti per l’adeguatezza delle pensioni, perché questo provvedimento potrà essere ripetuto ogni anno, aumentando in modo significativo il rendimento dei risparmi degli iscritti. Sono molti i vincoli che gravano sugli Enti di Previdenza. Oggi, in ENPAP, siamo riusciti a rimuovere uno di questi vincoli, ossia quello che legava il rendimento dei risparmi contributivi all’andamento del PIL italiano e non all’effettivo rendimento dei nostri investimenti finanziari. Si tratta di una modifica cruciale poiché, da quest’anno, i conti previdenziali personali vedranno un concreto aumento del rendimento che producono e un conseguente significativo aumento del montante contributivo.” Nella seguente tabella è possibile verificare l’effetto di questa importante modifica sui montanti contributivi degli iscritti (gli scaglioni di montante sono esemplificativi):

 

PRIMA DELLA RIFORMA ENPAP. Per tutti gli Enti di Previdenza che applicano il sistema contributivo, i contributi venivano rivalutati in base alla media quinquennale delle variazioni del PIL nominale italiano calcolato dall’ISTAT, secondo un’indicazione normativa contenuta nella Legge 335/1995. Questo aveva creato un effetto paradossale, negli ultimi anni, a causa della discesa del PIL: la riduzione del rendimento del risparmio pensionistico dei professionisti, a fronte di rendimenti effettivi dei patrimoni finanziari comunque più elevati. L’effetto era che ENPAP doveva incamerare a riserva molta parte dei propri utili da investimento, senza poterli distribuire agli iscritti.

Dopo la cosiddetta “sentenza ENPAIA” (Ente di Previdenza Addetti e Impiegati in Agricoltura) emessa dal Consiglio di Stato nel 2011, molti Enti di Previdenza hanno percorso la strada di riforme che sganciassero i rendimenti dei contributi versati dagli iscritti dalla “zavorra” del PIL italiano in discesa.

BACKSTAGE DELLA RIFORMA PREVIDENZIALE ENPAP. Il lavoro si è dimostrato complesso perché non bastava sganciarsi dal calcolo sul PIL e liberalizzare: occorreva evitare l’innesco di una corsa spregiudicata ai rendimenti da parte di chi governerà l’ENPAP negli anni a venire, costruendo un meccanismo che imponesse di tenere in debito conto l’equilibrio della collettività della gestione pensionistica degli psicologi. Il meccanismo è stato quindi progettato al rovescio: prima si è assicurato che l’equilibrio di lungo periodo dei conti ENPAP fosse salvaguardato, e poi che il restante venisse riversato sui conti personali degli psicologi. 

ENPAP aveva quindi approvato - il 22 Gennaio 2015 - la propria riforma previdenziale, che prevede ogni anno la verifica del fondo necessario a garantire l’equilibrio di bilancio a 50 anni e permette di riversare tutto ciò che resta in eccedenza sui ‘conti personali’ degli iscritti. Il risultato è, quindi, sostenibile, funzionale, sicuro ed è testato con proiezioni a 50 anni.

Il Vicepresidente dell’ENPAP, Federico Zanon, afferma:Questa riforma ha effetto diretto e immediato sulle posizioni individuali di ogni psicologo iscritto all’Ente, aumentando il rendimento del conto personale senza che gli iscritti debbano fare nulla. Noi non chiediamo ai nostri iscritti alcun sacrificio in più in termini di contributi: siamo noi a dare loro qualcosa in più. Un iscritto con un montante di 40.000 euro riceverà dall’ENPAP un bonus di 986 Euro in più di quello che avrebbe ricevuto senza la riforma. Se ripetuto ogni anno, questo tipo di provvedimenti aumenta sensibilmente il risultato finale in termini di risparmi accumulati.

Oggi, con un rendimento del 2,9%, la copertura dall’inflazione e la garanzia del capitale, possiamo affermare che ENPAP è a tutti gli effetti una valida forma di investimento del proprio risparmio e, quindi che hanno senso anche contributi aggiuntivi volontari.”

 

Approvato il bilancio 2015: utile di 30,7 milioni. Fondi dedicati all’assistenza: 15 milioni. + 4,5% gli iscritti

 

Il Consiglio di indirizzo generale ENPAP ha contestualmente approvato il bilancio consuntivo 2015 che vede un risultato positivo di 30,7 milioni di euro, in crescita di oltre 9 milioni di euro rispetto all’anno precedente. L’avanzo della contribuzione integrativa, al netto dei i costi di gestione della struttura operativa dell’Ente, ha superato i 10 milioni di euro. Il rendimento degli investimenti è stato pari a 23,5 milioni di euro, un risultato superiore di sei volte la media quinquennale del PIL. Le prestazioni previdenziali erogate nel 2015 risultano le seguenti: 2674 pensioni di vecchiaia, 59 pensioni di invalidità e 247 pensioni a superstiti. Tra le prestazioni assistenziali, che risultano in aumento, figurano 1862 indennità di maternità (per 10,4 milioni di euro), 681 indennità di malattia o infortunio (1,28 milioni) e 81 prestazioni di paternità. Tutti i dati relativi alle prestazioni erogate sono disponibili sul sito ENPAP. Gli iscritti attivi sono aumentati del 4,5% ad oltre 51.000.

 


Data: Mercoledi 04 Maggio 2016


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