Anno XIX - Numero 182 - Chiuso in redazione: Venerdi 19 Ottobre 2018 alle ore 16:00 archivio storico

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Legge di Bilancio 2018: quali sono le novità per le società tra avvocati?

Legge di Bilancio 2018: quali sono le novità per le società tra avvocati?
La legge di Bilancio 2018 (L. 27 dicembre 2017, n. 205), entrata in vigore 01.01.18, ha introdotto alcune novità anche in materia di società tra avvocati. Si tratta di un settore già di recente modificato dall’art. 141, Legge n. 124/2017 (“Legge annuale per il mercato e la concorrenza” entrata in vigore lo scorso 29 agosto), al fine di promuovere la libera concorrenza e il libero scambio, prevedendo che l’avvocato possa far parte di più associazioni tra avvocati, multidisciplinari, costituite cioè con altri professionisti. In particolare, la legge in questione, da un lato, ha soppresso il comma 4 dell’art. 4, Legge 247/2012 (“Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense”) - che prevede la possibilità per l’avvocato di essere associato ad una sola associazione – e, dall’altro, ha aggiunto, nel medesimo testo di legge, l’art. 4-bis, in base al quale l’esercizio della professione forense viene consentito in forma societaria a società di persone, società di capitali, società cooperative, iscritte in apposita sezione speciale dell'albo tenuto dall'ordine territoriale. È vietata, invece, la partecipazione societaria tramite società fiduciarie, trust o per interposta persona (la violazione di tale previsione comporta di diritto l’esclusione del socio). Lo stesso articolo 4 bis precisa, al comma due, che almeno due terzi dei soci devono essere avvocati iscritti all’albo, ovvero professionisti iscritti in albi di altre professioni, pena lo scioglimento della società, e che la maggioranza dei membri dell’organo di gestione deve essere composta da soci avvocati, mentre i soci professionisti possono rivestire la carica di amministratori. Peraltro, la norma precisa che l'incarico possa essere svolto soltanto da soci professionisti in possesso dei requisiti necessari per lo svolgimento della specifica prestazione professionale richiesta dal cliente, fermo restando, tra l’altro, il principio della personalità della prestazione e responsabilità professionale (al di là della prevista responsabilità della società o degli altri soci).  Le società in questione sono tenute a rispettare il codice deontologico e qualora un socio dovesse essere per qualsiasi motivo sospeso, cancellato o radiato, verrà escluso dalla società. Ora, la legge bilancio 2018, aggiunge a tale art. 4 bis, due ulteriori commi. Il primo (comma 6-bis) stabilisce che le società di cui sopra, in qualunque forma costituite, sono tenute a prevedere e inserire nella loro denominazione sociale l'indicazione “società tra avvocati”, nonché ad applicare la maggiorazione percentuale, relativa al contributo integrativo di cui all'articolo 11 l. 576/80, su tutti i corrispettivi rientranti nel volume di affari ai fini dell'IVA. Tale importo sarà riversato annualmente alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense. Il secondo comma introdotto dalla Legge 205/17 (6-ter) prevede, invece, che la Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense, con proprio regolamento da emanare entro un anno dalla data di entrata in vigore della previsione e da sottoporre ad approvazione ministeriale, provveda a definire termini, modalità dichiarative e di riscossione, nonché eventuali sanzioni applicabili per garantire l'applicazione delle disposizioni del comma 6-bis.

Fonte. Altalex, 12 gennaio 2018. Articolo di Giuseppina Mattiello


Data: Venerdi 12 Gennaio 2018


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