Anno XIX - Numero 221 - Chiuso in redazione: Venerdi 14 Dicembre 2018 alle ore 16:00 archivio storico

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Reddito di cittadinanza: cosa fanno gli altri Paesi?

Reddito di cittadinanza: cosa fanno gli altri Paesi?
È stato alla base della campagna elettorale del M5S e oggi è nodo cardine del programma del governo giallo-verde. Fra aspettative e dubbi sulla sua fattibilità, il reddito di cittadinanza sta infuocando da mesi il dibattito politico italiano. Nelle intenzioni dell'esecutivo, dovrebbero poter beneficiare dei 780 euro al mese (o di un sussidio sufficiente a portare a 780 euro il reddito mensile) i maggiorenni disoccupati e coloro che percepiscono un reddito da lavoro sotto la soglia di povertà: la condizione per averlo, iscriversi ai centri per l'impiego, prestare attività gratis per 8 ore alla settimana nel proprio Comune, accettare uno dei primi tre lavori che vengono proposti e partecipare a corsi di formazione e riqualificazione professionale. Provvedimenti simili, che mirano a garantire a tutti i cittadini un reddito minimo, sono già stati applicati in alcuni Paesi europei. Il tentativo è quello di sostenere i disoccupati ma anche tutti coloro che, nonostante un impiego, possono contare su entrate giudicate troppo esigue per condurre una vita sicura e dignitosa. Le soluzioni adottate variano da Stato a Stato.

In Germania, per esempio, vige il criterio "sostenere ed esigere" ("fördern und fordern") che regola il sussidio mensile (Arbeitslosengeld II) che oscilla attorno ai 400 euro (qualcosa in più se in famiglia cui sono figli) e viene destinato ai disoccupati oppure a chi può contare su salari molto bassi: per beneficiare della somma, la persona deve impegnarsi a ricercare un nuovo lavoro (vanno documentate tra le 5 e le 15 ricerche di lavoro al mese).

Un sussidio attorno ai 550 euro o un'integrazione di reddito viene assegnato anche in Francia a chi, superati i 18 anni, si trovi in ristrettezze e risieda stabilmente nel Paese transalpino. Si tratta dal Revenu de solidarité active (RSA) introdotto nel 2009. Dal 2020, il presidente Macron ha annunciato l'introduzione di un "reddito universale di attività" destinato a chi lavora ma non guadagna abbastanza da poter vivere in maniera dignitosa. Per sapere a quale cifra si ha eventualmente diritto, va compilato un form presente sul sito del ministero della Solidarietà.

Anche nel Regno Unito, il governo assicura l'"income support" a chi non ha il lavoro oppure ha uno stipendio molto basso: si va dalle 57,90 sterline a settimana - per un single tra i 16 e i 24 anni - alle 114,85 sterline per le coppie adulte.

Paese da sempre all'avanguardia nelle politiche di welfare, la Danimarca garantisce un cospicuo sussidio a chi dimostra di non avere entrate sufficienti a far fronte all'elevato costo della vita: da 1300-1400 euro al mese, a patto di iscriversi alle liste di disoccupazione e partecipare a corsi di formazione e riqualificazione.

La Finlandia, infine, garantisce un reddito di 560 euro mensili a 2000 cittadini disoccupati: il governo non verifica la destinazione di utilizzo di questa somma, che viene mantenuta dal beneficiario anche nel caso in cui lo stesso trovi un'occupazione.


Data: Mercoledi 10 Ottobre 2018


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