Anno XIX - Numero 143 - Chiuso in redazione: Venerdi 03 Agosto 2018 alle ore 16:00 archivio storico

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Commercialisti: quasi 200mln di documenti fiscali digitali trasmessi alle entrate nel 2017

Commercialisti: quasi 200mln di documenti fiscali digitali trasmessi alle entrate nel 2017
Negli ultimi anni il fisco digitale è cresciuto in Italia in maniera esponenziale. Il flusso documentale transitato attraverso il canale Entratel dell’Agenzia delle Entrate è passato dai 100,3 milioni del 2014 ai 183,3 milioni del 2017, raddoppiando quasi in soli tre anni. Sono i numeri elaborati dalla Fondazione nazionale dei commercialisti, forniti dal presidente nazionale della categoria, Massimo Miani, nel corso degli Stati Generali della professione, in corso di svolgimento a Roma. Cifre alle quali bisogna aggiungere, sottolineano i commercialisti, i documenti inviati all’Agenzia delle Entrate tramite il Sistema di Interscambio che, soltanto nei confronti della Pubblica Amministrazione, corrispondono, in totale, a oltre 85 milioni di fatture emesse in formato elettronico, nonché le liquidazioni periodiche Iva, pari a circa 12 milioni in un anno e i dati delle fatture emesse e ricevute, pari a circa 1,3 miliardi in un anno. Lo scorso anno, attraverso il canale Entratel, i soli Commercialisti hanno trasmesso all’amministrazione finanziaria 78,9 milioni di documenti digitali. Numeri “enormi”, secondo Miani, “che dimostrano in modo evidente la gigantesca mole di lavoro cui la categoria è quotidianamente sottoposta”. “Siamo di fronte – ha affermato - ad un vero e proprio boom degli invii telematici che sta generando criticità sempre più difficili da gestire e superare”. “A questo punto – ha proseguito – serve una seria riflessione sull’effettiva utilità per le esigenze di controllo del fisco di accumulare nell’Anagrafe Tributaria dati sempre più analitici e numerosi. La realtà è che l’Anagrafe è già oggi sovradimensionata rispetto alla effettiva capacità dell’Agenzia delle Entrate di utilizzare proficuamente i dati per finalità di contrasto all’evasione. Anziché richiedere l’invio di nuovi e sempre più analitici dati, è oggi necessario concentrarsi su quelli già presenti, che sono già di per sé molto utili per l’individuazione dei soggetti a maggior rischio di evasione, sempre che evidentemente siano utilizzati nel modo più efficace ed opportuno”.

Data: Mercoledi 14 Febbraio 2018


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