Anno XIX - Numero 199 - Chiuso in redazione: Mercoledi 14 Novembre 2018 alle ore 16:00 archivio storico

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Dare dell' "azzeccagarbugli" o del "gaglioffo" a qualcuno è diffamatorio

Dare dell' "azzeccagarbugli" o del "gaglioffo" a qualcuno è diffamatorio
Secondo la Cassazione, infatti, la derivazione manzoniana del primo termine o quella storica del secondo "nulla toglie al disvalore" insito nei due epiteti. Con la propria sentenza la Cassazione ha confermato la condanna a 700 euro di multa e al risarcimento del danno inflitta dalla Corte d'appello di Potenza a un politico locale che, in un volantino, aveva offeso la reputazione del sindaco, di professione avvocato, definendolo "gaglioffo azzeccarbugli". Secondo la sentenza dei giudici di merito, quei termini rappresentavano un'offesa "gratuita" all'onore del primo cittadino, "coinvolgendo la sua professione di avvocato senza alcuna connessione con l'attivita politica esercitata" visto il loro chiaro significato: gaglioffo, "sinonimo di manigoldo, delinquente, avvezzo alla sopraffazione"; e azzeccagarbugli "sinonimo di operatore del diritto di scarsa levatura morale, imbroglione, propenso a difendere i forti contro i deboli". Contro la sentenza, l'uomo ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che in realtà con quelle espressioni si era limitato a esprimere una critica politica.  Anche la Suprema Corte, però, gli ha dato torto, confermando la "sostanziale valutazione di gratuità" di quelle "proposizioni diffamatorie, eccedenti il limite della legittima critica politica perché non necessarie né collegate al dissenso sull'operato e sulla personalità pubblica dell'offeso, attingevano la sua sfera professionale e personale".

Data: Lunedi 05 Novembre 2018


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