Anno XIII - Numero 164 - Chiuso in redazione: Venerdi 22 Settembre 2017 alle ore 16:00 archivio storico

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I 54mila immigrati allo sbando difesi da avvocati pagati dagli italiani

I 54mila immigrati allo sbando difesi da avvocati pagati dagli italiani
Da quando è cominciata la crisi legata all’immigrazione, quasi due anni e mezzo fa, 280mila immigrati hanno presentato la domanda per vedersi riconosciuto lo status di rifugiato. L’asilo, nella stragrande maggioranza dei casi è stato loro negato, ma questi immigrati sono rimasti in Italia. Ne hanno diritto, avendo presentato ricorso, ma queste persone in attesa che venga deciso il loro futuro, sono allo sbando. In larga, larghissima parte, delinquono. A soprattutto arricchiscono gli avvocati. Come riporta il Giornale, nessuno di quanti si vedono negato lo status di rifugiato viene controllato. E nessuno viene mandato via dall’Italia, perché le espulsioni realmente eseguite sono una infinitesima parte di quelle che dovrebbero essere condotte. E anche quando l’iter per le richieste di asilo viene concluso, anche senza esito positivo, generalmente l’immigrato no se ne va. Ma il Giornale sottolinea anche un altro elemento: questi immigrati, che sarebbe più corretto chiamare clandestini dato che si tratta di persone che vivono in una sorta di limbo, vanno a ingrassare il business dell’accoglienza e gli avvocati, che si arricchiscono a colpi di ricorsi (quasi sempre respinti). Ecco perché, in fin dei conti, nessuno davvero vuole uscire da questa situazione in cui versa l’Italia. Ma chi paga? I clandestini? Naturalmente no, perché non possono permetterselo e perché la legge non lo prevede. La stesura di un ricorso, in media non costa mai meno di un migliaio di euro, e per gli avvocati equivale a zero lavoro, dato che il compito viene demandato quasi sempre ai praticanti (italiani) sottopagati. Per i profughi il patrocinio legale è gratuito. E per patrocinio non si intende solo la parcella dell’avvocato, ma anche il vitto e l’alloggio fino a quando i tre gradi di un processo non si esauriscono. E nonostante formalmente i giudici siano obbligati a emettere sentenze entro tre mesi, i processi sono sempre più lunghi. Quindi paga Pantalone, o meglio il Ministero della Giustizia. Soldi pubblici, cioè degli italiani. Gli ultimi dati ufficiali, risalenti al 2014 parlano di 88 milioni di euro spesi per i 133 mila patrocini legali erogati ai richiedenti asilo. E in quell’anno il business dell’accoglienza e delle richieste di asilo non era ancora scoppiato.

Fonte. Il Primato Nazionale


Data: Martedi 01 Agosto 2017


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