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Saranno i professionisti e in particolare gli avvocati, i nuovi poveri del Paese. A determinare la morte di milioni di lavoratori della conoscenza le misure allo studio di Palazzo Chigi. E con essi, andranno a casa milioni di lavoratori dipendenti. Che Monti non sarebbe stato una difesa per le professioni certo era chiaro. Già in Francia quando faceva parte con Bassanini della commissione Attali si era fatto promotore di norme che penalizzavano gravemente i professionisti di Oltralpe. Eppure nella stessa Francia gli avvocati erano pochissimi dimostrando così che la liberalizzazione avrebbe interessato solo il nostro sistema. Il rischio che le casse professionali siano destinate a un immediato assorbimento nell’Inps come si era più volte temuto, con la reazione di un unico ordine nazionale, diventa purtroppo una nera realtà. La strada della distruzione della cassa private, potrebbe comunque più sottile e perfida. Un lento strangolamento che passa attraverso lo svuotamento dei bilanci. E se a a questa evenienza si aggiunge la notizia circolata in queste ultime ore, dal palco della VII Conferenza Nazionale dell’Avvocatura, dell’abolizione dell’obbligo di difesa in primo grado, è chiaro che la classe forense è destinata a morire. Solo la classe forense puo’ spostare politicamente almeno dieci milioni di voti è chiaro che una classe politica miope e trasversale non può non tenere conto di un dato così grave che distrugge più di duemila anni di storia del Diritto.
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