Anno XIX - Numero 97 - Chiuso in redazione: Venerdi 25 Maggio 2018 alle ore 16:00 archivio storico

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100MILA AVVOCATI IN ATTESA: LA SELEZIONE LA FA IL MERCATO
Con l'inaugurazione dell'anno giudiziario il Cnf ha pubblicato i dati degli avvocati iscritti al 18 gennaio 2018

di Paolo Rosa - Avvocato

100MILA AVVOCATI IN ATTESA: LA SELEZIONE LA FA IL MERCATO
Siamo 245.631! Per fortuna negli ultimi 4 anni sono diminuiti del 23% gli aspiranti avvocati che si presentano agli esami. Il Presidente di Cassa Forense, nel suo intervento al Congresso Giuridico di Venezia del 5 maggio 2017, era stato lungimirante: siamo tanti o ci ricicliamo o il numero crollerà a 150 – 120.000 … la selezione la fa il mercato! Cominciando a cancellare dall’Albo i 20.641 fantasmi che sono coloro che, iscritti Albo – iscritti Cassa, non inviano il Modello 5 e quindi restano fantasmi, ne rimangono altri 100.000 da cancellare. Inutile nascondersi dietro un dito: l’operazione è già iniziata e viene utilizzata la leva reddituale con il consenso tacito della politica che in questi ultimi anni ha imposto agli avvocati tutta una serie di obblighi, per esempio di formazione e di assicurazione, con pesanti ricadute economiche. Se a questo aggiungiamo l’utilizzo della leva previdenziale… il quadro è completo. Risulta però evidente che la selezione non la fa il mercato ma la classe dirigente forense. Per molti anni la politica ha utilizzato gli Albi come altrettanti ammortizzatori sociali; la moltiplicazione geometrica delle università ha contribuito all’aumento della quantità ma non certo della qualità, ora il numero degli avvocati è andato oltre ogni parametro europeo, la politica non è in grado di affrontare il problema e lascia all’establishment la riduzione dei numeri. I 120.000 avvocati in bonis sono d’accordo tanto più se consideriamo che 25.000 circa detengono il 50% del PIL dell’intera Avvocatura italiana. Poiché il PIL resta sostanzialmente stazionario, l’eliminazione di 120.000 iscritti porta a una redistribuzione del PIL tra i restanti senza alcun problema, in termini di sostenibilità di lungo periodo, per Cassa Forense la quale “si verrebbe a liberare” di tutti i sotto reddito che, in termini di trattamento pensionistico, sono il problema. La selezione deve essere invece fatta dal mercato ma sulla base del merito e non della capacità reddituale. L’utilizzo della leva reddituale è illegittimo. Siamo però arrivati a un bivio: o si prosegue sulla strada intrapresa della selezione reddituale o si perseguono politiche inclusive puntando certamente sulla crescita del PIL dell’Avvocatura italiana e su una più equa redistribuzione dello stesso tra gli iscritti. Io avrei affrontato questo tema in sede d’inaugurazione dell’anno giudiziario! L’attuale sistema previdenziale forense non è inclusivo ma esclusivo: l’ultima campanella suonerà a settembre – ottobre 2018 quando l’Avvocatura sarà chiamata a rinnovare il Comitato dei Delegati di Cassa Forense. Se i 100.000 a rischio grave di cancellazione sapranno unirsi, evitare sterili contrapposizioni, presentare liste alternative e sostenerle con il voto… la situazione potrà essere cambiata! Ma è l’ultimo campanello, poi il treno dal binario 21 della stazione di Milano si metterà in movimento.

 


Data: Mercoledi 14 Febbraio 2018


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