Anno XIII - Numero 204 - Chiuso in redazione: Lunedi 20 Novembre 2017 alle ore 16:00 archivio storico

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Una. Convegno nazionale a Ravello dedicato ai beni culturali

Un manifesto delle idee a contrassegnare il convegno annuale dell’Unione nazionale Avvocati Amministrativisti che quest’anno si svolge a Ravello dedicato ai beni culturali tra Diritto ed economia, tra centro e periferia. Convegno organizzato grazie alla Camera amministrativa salernitana e alla Camera amministrativa e comunitaria della Campania.   Manifesto in cui gli Amministrativisti sottolineano come alla “crescente domanda di legalità e di decisioni pubbliche non deviate da corruzione e favoritismi non si può rispondere invocando l’abolizione del processo amministrativo”. Gli avvocati respingono al mittente le “ingiustificate e pericolose critiche ciclicamente indirizzate da esponenti politici di varia estrazione al sistema italiano di giustizia amministrativa per le sue pretese eccessive incisività ed invadenza rispetto alle scelte decisionali amministrative, dato che semmai il problema è esattamente quello opposto: rendere ancora più incisiva la giustizia amministrativa”.  “La riforma dell'amministrazione dei beni culturali va portata avanti perché può costituire un modello per rendere più moderno ed efficente l'intero apparato pubblico”, sottolinea il presidente dell’Unione nazionale Avvocati Amministrativisti Umberto Fantigrossi. “Non siamo i ‘professionisti del ricorso’ - ha sottolineato Luigi D’Angiolella, presidente della Camera amministrativa e comunitaria della Campania- come qualcuno in maniera impropria ha rappresentato sui media la nostra categoria. ‘Lavorano più gli avvocati che gli ingegneri negli appalti pubblici’ è una delle bugie più grosse, una fake news come si dice oggi. Se si guardassero i numeri bassissimi degli appalti in Italia e che vanno davanti ai Tar, e le percentuali di accoglimento, non si potrebbe che prendere atto del contrario. Siamo si ingegneri ma del corretto procedimento e dunque per il corretto procedere con atti tesi anche alla tutela del paesaggio e dei beni culturali”. “Curare il paesaggio - ha aggiunto D’Angiolella - vuol dire rinforzarlo, l’Italia è un museo a cielo aperto, vanno svolti investimenti importanti per salvaguardare il nostro patrimonio culturale”.

Data: Lunedi 30 Ottobre 2017


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